martedì 23 aprile 2013

Dawn To The Clouds - " Far Ep "

dawn to the clouds band

A cura di Michele Petrovich

Sembra proprio che a Modena il segnale saturato a pieno non dispiaccia per niente: mi riferisco ai Dawn To The Clouds che, con il loro nuovo ep, non rinunciano a chitarre distorte e quindi ad un suono ben costruito, diretto e aggressivo. Le quattro tracce senza troppi orpelli arrivano dritte al punto mantenendo delle dinamiche precise e tracciando delle soluzioni molto interessanti.

Nell'operato rieccheggiano i primi Smashing Pumpkins e Foo Fighters, passando prima però per Replacements e T-Rex. Sì lo so, sono paragoni illustri e non vorrei peccare di hybris citando questi "dei" che popolano l'olimpo musicale, ma questi tre ragazzi hanno la stoffa necessaria per cucirsi addosso un abito che calza a pennello per ogni stagione. Sarà vero che le chitarre finalmente stanno tornando di moda e che i vari "tintinnamenti" strumentali indie-rock dell'ultimo lustro hanno davvero stufato, ma all'ascolto di questo "extendplay" sono tornato indietro di un paio d'anni quando ancora la musica creava quel gap emozionale che ti faceva inciampare e poteva quindi farti soffermare su quello che stavi ascoltando.


"On your lips" è il brano che più colpisce per la sezione ritmica tutta d'un pezzo, chitarre tutte avanti e un cantato che fa breccia appoggiandosi alla struttura senza alcuna difficoltà; anche nello special particolarmente dilatato l'attenzione rimane viva fino alla ripresa del ritornello, caratterizzato da un suono ruvido e increspato (ascoltando questo brano mi ritorna in mente “The Swindler”, dal primo album dei mantovani Super Elastic Bubble Plastic...ascoltato vero...?). Degna di nota anche "Loneliness", dal cantato ipnotico e filtrato, con chiusure realmente notevoli che non si staccano mai da delle fondamenta solidamente pop, non dimenticando mai la potenza che si canalizza sempre nella giusta direzione.

Insomma posso dire che in questi diciassette minuti queste stringhe elettrostatiche colpiscono eccome, accompagnate per altro da una relazione diadica tra basso e batteria che non perde un colpo. Una piacevole scoperta, spero solo di potermeli gustare dal vivo un giorno, magari su qualche palco importante. In bocca al lupo.




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