venerdì 8 febbraio 2013

"Stop?":passione e flusso di coscienza per la band modenese

"Stop?" da Modena....Respiro finalmente aria nuova, vento tra i capelli, bettole di porto, macchine senza assicurazione che vagano nella notte in cerca di un qualcosa di più o meno importante.Splenderai,loro ne sono sicuri. E hanno ragione! 


band modena


By FredStay By FredStay  By Fred Stay  by FredStay By FredStay By FredStay By FredStay By FredStay 


Tutti abbiamo paura , e tutti noi vogliamo dimenticarle. Gli "Stop?" ci riescono spesso devo dire. Mi dispiace se la band é costretta a leggere nelle recensioni musicali che sono una buona\bella copia degli Afterhours. Siamo di fronte ad una delle più belle realtà della nostra musica indipendente. "DEL MIO RESPIRO" non é la riprova. Semmai é la certezza. Potrei ascoltare i loro brani all'infinito. Nella loro "luce muta" dipingo il loro odore di sudore. Un sudore di chi ha lavorato tanto e poi aggiunto il cuore per realizzare questo disco. Non voglio mettermi a scrivere nulla su chitarre, basso, batteria o voce. Che palle... Qui c'é molto di più. C'é la passione , c'é la musica ma prima di tutto un grandissimo quanto umile "contenuto". Sono stanco delle band che non raccontano nulla. Gli "Stop?"raccontano cio' che vivono. E questo li rende grandi..Lo giuro... mi verrebbe da utilizzare per questa recensione una cosa che la mia "prof" di italiano non amava molto; e cioé "un flusso di coscienza". E mi rincuora sapere che non sono il solo a parlare allo specchio da solo. Il verso "divertiti prima o poi" é forse uno dei migliori riassunti del nostro tempo. Quando arriverà il giorno in cui smetteremo di chiamare questa musica "alternative"!? "Stop?". grazie davvero.   Fred Stay





Il progetto Stop? nasce nel 2002 unendo gli intenti di musicisti dall’esperienza e dalla tecnica ormai consolidata da un buon decennio di studio, perfezionamento ed esibizioni su vari fronti nel panorama alternativo emiliano. La formazione si nutre della voce sapiente e delle parole ricercate di Daniele Paganelli, delle chitarre graffianti e psichedeliche di Eronne Bernucci, della solidità e, al contempo, raffinatezza degli incastri ritmicidi Enrico Maria Bertani e della brillante e attenta cura del suono di un bassista come Michele Zanni. La band ha avuto il piacere di lavorare con Manuel Agnelli, Gianni Maroccolo e Cristina Donà e di suonare con artisti come Skiantos, Paolo Benvegnù, Fede Poggipollini, One dimensional man e altri.




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